Oct
28
Thiruvananthapuram
| Written by Francesco

Il Kerala e’ una sottile striscia di terra della costa sud occidentale dell’India, molto diversa dal resto del subcontinente. Il governo autonomo e’ comunista-marxista ma a parte qualche falce&martello e la proibizione della cocacola (ma non della sprite o fante che sono della cocacola…) non si vedono paesaggi urbani desolanti o monumenti megalitici. Siamo pur sempre in India. :)
Qui la gente sta mediamente meglio che nel resto del paese soprattutto perche’ tanti ex dalit (gli intoccabili) si sono convertiti al buddismo o al cristianesimo -potendo- quindi elevare il proprio status sociale. Un dalit nel famigerato sistema di caste induista e’ un poveraccio trattato come una bestia da soma, una specie di schiavo, nato povero e che morira’ povero, figli e nipoti inclusi. Un grande haparteid insomma, peggio che in qualsiasi parte del mondo: piu’ di 300.000.000 di persone in India sono dalit, strapoveri, senza studi e futuro.
Tornando al nostro viaggio… siamo arrivati a Thiruvananthapuram, capitale del Kerala e quasi alla punta meridionale dell’Elefante. Ieri 84 km di backwaters, un pochetto noiosi alla fine, in compagnia di una simpatica coppia di 50 enni francesi e di un paio di famiglie bramine indiane: classica famiglia upper class che fa turismo in India e manda i figli a fare l’MBA in Europa o in America, come nei film insomma. Tutti super privilegiati di nascita i new-bramini (5% del totale della popolazione). Sono ovviamente i primi a voler mantenere in piedi l’assurdo e sistema delle caste.
Con l’hotel di Kollam ho stabilito un nuovo primato negativo di lerciume e tristezza: i muri erano pieni di graffiti fatti con il sangue di zanzare schiacciate chissa’ quando. Ho contribuito anch’io con 2 bei graffittoni violacei e alle 21.30 eravamo gia’ sdraiati nei letti intonsi da anni (mai fatti o disfatti per questioni di igiene) a leggere. A parte nelle grandissime metropoli, non esiste vita notturna in India e dopo le 21-22 tutto si spegne e chiude. Anche il ristorante era piuttosto pittoresco, purtroppo non ho visto ratti, forse perche’ fuori pioveva a dirotto e avevano lavoro da sbrigare nelle fogne a cielo aperto (i marciapiedi insomma).
Fra 1h treno per Madurai, nel Tamil Nadu. Ancora 5 giorni e poi saremo in Thailandia, credo al momento giusto. 1 mese in India e’ pochissimo per conoscere il paese ma e’ piu’ che sufficiente come prima volta.
