Jan
13
Tailoring & Delicatessen
| Written by Francesco

Ho dovuto attendere 18 giorni prima di sentirmi comodo e apprezzare il Viet Nam. Stiamo risalendo lentamente il paese, la gente’ e’ piu’ amabile, il cibo di qualita’ indiscutibile e finalmente vedo una citta’ speciale: Hoi An. Anche se completamente venduta al turismo di ogni tipo (dal 60enne -tour tutto compreso- americano al backpacker solo fiesta australiano), Hoi An e’ un posto da vedere, nella lista UNESCO world heritage, miracolosamente scampato alla distruzione della guerra. E’ uno di quei luoghi che ci sembrano familiari perche’ gia’ visti in qualche lentissimo e caldo film sull’Indocina coloniale o in una zona tematica di un qualsiasi finto DisneyGardaLand.
La gran parte della popolazione vive del turismo e il business principale e’ la sartoria. Oltre 100 negozi concentratissimi confezionano in giornata abiti su misura di qualsiasi tipo. Ho cercato, ho acquistato ed e’ stato un piacere pagare 10-15 volte meno il prezzo dello stesso prodotto in Europa. Le differenze nel mondo sono infinite, sembra un paradosso che certa gente urbanizzata si senta “povera” con 1500 euro al mese. Quanto ci facciamo male da soli. Piu’ vedo cose meno capisco.
Qui la cara vecchia Italy non e’ pizza, espresso e spaghetti alla bolognese ma tessuti (made-in-Italy-made-in-Taiwan, China rules) e …. Baggio. Per una volta tra i classici e soliti e primissimi discorsi che i locali di strada mi rivolgono all’estero non rientra l’imbarazzante tema del Berlusca. Guarda caso in uno degli ultimi paesi che si dichiarano, con utopica fantasia, “comunisti”. :))
Risaliremo il Viet Nam fino alle gelide montagne confinanti con la mastodontica Cina per poi rientrare in aereo a Bangkok. Cambieremo poi l’itinerario previsto: non sara’ l’Indonesia il prossimo paese asiatico che toccheremo!
