Oct
10
Rajasthani Rapsodia
| Written by Francesco

Stanchi di Dehli, lasciamo le sue baracche ed epidemie con un’auto e autista, 11 giorni per
255 euro. Solo l’auto sarebbe stato un suicidio visto che guidare in India non e’ uno
scherzo. Sorprende vedere Hari, il nostro autista, sempre calmo e pacato anche nelle
situazioni piu’ estreme e surrealiste che non sto qui ad elencare. Hari e’ un personaggio da fumetti, che vive in un mondo lontanissimo dal nostro. Purtroppo non parla un inglese tale da poter instaurare un rapporto che va al di la’ del very cheap o very good.. ma e’ pur
sempre incredibile conoscere questa gente cosi’ diversa da noi.
Prima tappa Agra, 4h di traffico pesantissimo notturno, 2 solo per uscire da New Dehli,
veramente un inferno. La prima volta per strada in India non credo si dimentichi facilmente, l’anarchia regna sovrana per quanto riguarda il codice della strada e il tipo di mezzo circolante in autostrada che puo’ essere un mega camion Tata tutto scassato e pericolante oppure un bambino in bicicletta o un carro trainato da buoi. Come candidati alle presidenziali, arriviamo in taxi alle 22, hotel, cena, sveglia prima dell’alba per il
comizio al Taj Mahal e via alle 10 vero Jaipur, sfilando davanti a mille baracche, vacche,
cani, moto, biciclette, carri e camion.
Jaipur lascia senza fiato, sporca caotica e vivace come nessun’altra citta’ avevo visto
prima. Compriamo le ultime cose per sostituire lo zaino perso di Hector, io faccio fare gli
occhiali da vista, dimenticati a Parma. Scena comica dall’ottico perche’ il tabellone
luminoso con le lettere non funzionava, cosi’ cercavo di provare le lenti guardando
particolari della stanza. Alla fine opto per un paio di occhiali con la stessa gradazione
dei precedenti, 20 euro pronto dopo 24h con lenti antiriflesso. A Jaipur respiro tanta
polvere, tanto incenso, ascoltiamo un concerto di ratti comodamente seduto in un discreto ristorante semideserto, prendo la dust (cacchetta), partecipiamo ad una festa della middle class indiana, una specie di circo-sagra-locale-Gardaland in miniatura con ristorante tradizionale, cammelli, elefante, ballerine, indovini e fachiri, tutto ovviamente pre
confezionato ma interessante, ambiente suggestivo e noi unici europei tra migliaia di
persone che si divertivano… L’India sta stancando tutte le mie illusioni, le mie forze.
Via in marcia verso Pushkar, verso un po’ di relax. Nella citta’ santa troviamo subito una
comunita’ di neo-hippies, con le loro storie sempre incredibili che meriterebbero pagine e
pagine ma che purtroppo non posso riportare ora. A Pushkar troviamo un India da cartolina, con piu’ turisti, sempre sporca e lercia, coi maiali che pattugliano la citta’ di notte, ma pur sempre incantevole, magica, speciale. E si sa che dove c’e’ pace, relax e magia, c’e’ anche almeno un turista. Turismo non esagerato e buzzicone come al Taj Mahal.
Pushkar giace attorno ad un lago santo, e’ proibito mangiare uova o carne o bere alcolici.
Ma guarda caso proprio qui abbiamo trovato questi hippies presso l’hotel ristorante di un
altro personaggio da film: Doctor. Nel suo hotel passiamo praticamente 2 giorni tra risate, pasti da 1 o 2 euro, ginger/lemon/hot water/honey, tartarughe di terra, luna piena che illuminava come un faretto in discoteca, charas.
Siamo gia’ a Jodhpur, dopo Jaisalmer. Raccontare tutto non e’ possibile, sarebbe solo noioso per me e per voi… sono in balia del vento delle emozioni, ogni giorno mi rendo conto di quanto si possa vivere la vita in maniera completamente diversa, piu’ consapevole ed intensa. Il biglietto da pagare e’ una confusione pazzesca che tuttavia regna tra i miei sensi.
Il guardiano dell’Internet point vuole andare a letto… a presto e buonanotte

Bellissimi questi vostri primi post dall’India!
Anche se ormai credo di aver capito che nessun racconto può rendere un’idea completa di ciò che si può provare in India.
Azz, peccato aver già perso lo zaino il primo giorno, questo si che può essere seccante. Comunque alla fine, come saprete, i tanti vantaggi di viaggiare superano enormemente i pochi svantaggi! :-)
Ciao ciao,
Pietro
October 12, 2006