Nov
30
Pai d’oro
| Written by Francesco

Il “compito” di scrivere un post sta diventando sempre piu’ difficile… Ogni giorno succedono sempre tante cose che ritengo interessanti o emozionanti, almeno in questa parte di Thailandia.
Dopo la follia di Chiang Mai arriviamo a Pai stanchi e stressati. Fisicamente non sto bene e vivo i miei 2 giorni peggiori da quando ho lasciato Parma. Le cause potrebbero essere cosi’ tante in 2 mesi di viaggio senza sosta: avremo mangiato in almeno 100 posti diversi, generalmente sulla strada come del resto fanno i locali. O forse troppo ghiaccio nei bicchieri di Chiang Mai…
Pai sorge dal nulla tra le pacifiche montagne del nord ovest di questo incantevole paese. Il turismo arrivo’ qui gia’ nei mitici anni ‘70 con le carovane hippies che scendevano da Kabul o Kathmandu. Perche’ gli hippies hanno “scoperto” tanti tra i piu’ bei posti del mondo? Forse perche’ il turismo di massa non esisteva e bastava poco per uscire dalle classiche rotte per trovare qualcosa di speciale? No, non mi convinco: certa gente ha il fiuto per trovare luoghi magici e a noi a volte non resta che ringraziare…
Nonostante la notte insonne e un mal di pancia persistente, noleggio una moto da cross thai 135cc e scappo dai vari trekking in elefante e rafting in bamboo organizzati. La moto si rivela subito inguidabile, ma per 3 euro al giorno va bene. In 2 giorni macino 250km di cui la meta’ off-road, scambio poche e semplici parole con 2 giovani monaci buddisti ai piedi di una cascata; fuggo da contadine impazzite per vendermi un po’ di oppio; rimango senza benzina sul passo; conosco un saggio e simpatico genovese che ha montato, per mantenere la sua figlioletta thai, un buonissimo ristorante-pizzeria italiano con prodotti made in Thailandia; vengo fermato ad un posto di blocco dell’ esercito, poco prima di un villaggio alla frontiera con Myanmar, con tanto di volti coperti e M16 spianati; cado rovinosamente in una discesa sterrata e piego varie parti di moto che successivamente un buon meccanico mi riparera’ gratis. Insomma ho fatto anche qui il pieno di ricordi in solo 3 giorni e 2 notti. Ho riposato anche tanto e mi sono rimesso in forma per affrontare il Laos e scenderlo piano piano lungo il leggendario Mekong.
Con calma raccontero’ agli interessati di come quel genio genovese riesca a fare una buona pizza con mozzarella e olio d’oliva per meno di 2 euro in un paesino tra le montagne tailandesi e di come sia finita con una fotografia la storia con i militari. Il mio passaporto lo aveva come ostaggio il noleggiatore e la moto era senza targa.
