Christmas in Phnom Penh

| Written by Francesco


Ancora frastornato dalla bellezza senza tempo di Angkor, dalla sua energia e atmosfera speciale, vi scrivo da Phnom Penh, incredibile citta’ di “frontiera” .

Si respira anarchia e voglia di emergere. Siamo ai confini dell’Impero occidentale. Sono gia’ arrivati gli asettici centri commerciali e gli inutili negozi di lusso, ma la folle quantita’ di leggi che ovatta il nostro stile di vita e’ ancora lontana. Fino a 8 anni fa qui si poteva comprare al mercato 1kg di ganja per 20$, 1 kalashnikov per 100$, una mina cinese per 15$. Oggi questi oggetti non si trovano piu’ al mercato bensi’ sulla strada, “over the counter”. Mi immaginavo citta’ di questo tipo solo in West Africa o Africa nera ma siamo in piena Indocina. Una citta’ di tranquillita’ e violenza, bordelli e templi, musica e spari, festival e colpi di stato. Ieri sera cena con un’happy pizza sul lungofiume, tra bambini che chiedevano l’elemosina e vecchi che giocavano mazzette di dollari a carte. I bar sono surreali, perquisizione personale all’ingresso per cercare armi e 50 ragazze lavorando come cameriere. Ho sempre visto bar con al massimo un paio di camerieri dietro al bancone… vi immaginate un bar con 50 ragazze girando per i tavoli? da piangere o da ridere, di certo e’ qualcosa di forte. Bangkok a confronto e’ come Citta’ del Vaticano. Tranquilli non era un bordello, siamo solo nel selvaggio west. Una nutrita comunita’ di expats europei o americani vivono a Phnom Penh, stregati dal caos e dalla passione per la vita che regna indisturbata in questa decadente e diabolica citta’.

Cosa dirvi la sera del 24 dicembre? Buon Natale a tutti, anche se mi trovo in un’atmosfera che mai avrei immaginato di vivere, specialmente per Natale…

Cartello in camera d’hotel

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