Altre mille cose

| Written by Francesco


Dove eravamo rimasti… il terremoto a Taiwan ci ha isolato dal resto del mondo per qualche giorno. Ah, Natale a Phnom Penh. Si’. La Cambogia e’ volata via in poco piu’ di una settimana. Purtroppo i casini che abbiamo avuto in Laos ci hanno costretto a ridurre il tempo dedicato nella terra degli Khmer. E’ stata l’esperienza piu’ dura del viaggio, India inclusa. Il museo degli orrori dei Khmer Rouge mi ha lasciato senza parole per un pomeriggio intero. A Phnom Penh ho visto e percepito cose completamente nuove per me: una morale e una giustizia diverse, inconcepibili e brutali. Non sono certo capace di esprimere scrivendo le emozioni forti che ho provato. Ancora mi chiedo il perche’ di tanta sofferenza, morte e ingiustizia patita dal popolo cambogiano. Colpa di chi? Dell’idiota economia marxista? Dell’estrema follia di Pol Pot? Del costante imperialismo bellico americano? Dei 10 anni di invasione vietnamita? O forse di tutti coloro che se ne sono sempre disinteressati? La storia del Regno di Cambogia e’ dal 14esimo secolo incredibilmente triste e sfortunata.

Con un altro leggendario trasferimento lunghissimo siamo entrati in Vietnam navigando ancora una volta il Mekong. Una frontiera speciale dove all’improvviso cambia l’etnia della gente, la religione, la cucina, la cultura, la scrittura, la lingua, la musica, la storia. Insomma cambia tutto anche se il fiume non lo sa… Dai visi scuri, nobili e bellissimi degli khmer ai fieri e duri vietnamiti.. Siamo in piena Indocina: la storia e cultura khmer legate dalle origini all’India, le stesse cose in Vietnam legate alla Cina.

Il comunismo in Vietnam e’ morto: rimane la stupenda bandiera rossa stellata, qualche statua di Uncle Ho e il monopartito fantozziano. I vietnamiti sono un popolo completamente dedicato al libero e sfrenato commercio e ce ne siamo resi conto svegliandoci al mattino alle 4.30 per andare a vedere i mercati galleggianti sul Mekong dalle 6 alle 8. In Vietnam tutto e’ business, una delle tante cose che i vietnamiti hanno imparato dai cinesi. 83 milioni di abitanti, piu’ di Thailandia, Laos e Cambogia messi insieme, tutti in feroce movimento: dopo Laos e Cambogia ci sentiamo veramente su un altro pianeta. Riceviamo le prime fregature e il paradiso facile turistico della Thailandia sembra lontano lontano…

Passeremo l’ultimo giorno dell’anno (occidentale, perche’ qui si festeggia il 13) a Saigon, dal 1975 Ho Chi Minh City, metropoli di 7 milioni di abitanti e 2 milioni di moto. Un vero delirio dove attraversare la strada senza essere investito e’ pura arte. Sperimentiamo con piacere la stravagante cucina assaggiando un ottimo serpente, una rana grande come il palmo di una mano ma non ancora la tartaruga (i ragni in e gli embrioni fritti di pollo cambogiani gli ho lasciati stare).

Stamane abbiamo visitato il War Remnants Museum, sicuramente il museo piu’ sconvolgente che abbia mai visto e lo stesso han pensato tanti turisti che piangevano di rabbia o vergogna. Vi sono documentati gli incredibili crimini di guerra americani (e francesi dal 1945 al 1953) durante i folli 10 anni di guerra. Fotografie, armi, testimonianze, documenti originali. Un museo capace di far cambiare opinione a chi ha il coraggio di entrare e VEDERE. Ma a quanto pare nulla e’ cambiato, Bush come Nixon, Rumsfeld come Kissinger, Iraq come Vietnam, morte ed estrema sofferenza per cosa? Hector ed io concludiamo l’afoso pomeriggio cercando di capire i perche’ di tanta inutile follia.

Posted in Travel, Countries, Vietnam

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