Feb
21
Back to the future
| Written by Francesco

L’Australia ci si presenta imponente e sconfinata gia’ dal principio. Sorvoliamo all’alba una terra rossa e desertica, striata da formazioni rocciose lunghe chilometri. Dal vecchio 747 non si vede nient’altro per 3h ed e’ abbastanza angosciante. Posso solo intuire vagamente le dimensioni esagerate di questo paese, sostanzialmente disabitato, vuoto, piatto e arido come nessun’altro continente sulla Terra.
Devo tornare ad apprezzare quelle cose del primo mondo dalle quali mi ero felicemente liberato… Ma come si fa?
Si torna alla camerata mista da 8-10 letti e altrettanti paesi rappresentati. C’e’ chi studia, chi lavora, chi viaggia e chi fa un po’ di tutto. E’ commovente il rispetto reciproco nonostante il caos che regna sovrano. E’ facile riconoscere dove dorme la giapponese Sayaka: tutto e’ bene ordinato, il letto, le scarpe, i vestiti, i boccetti e una piccola tendina chiude il suo loculo.
Torno ad essere bombardato da offerte e pubblicita’ senza fine, dalla mattina alla sera, riguardo qualsiasi desiderio e azione umana, dal sesso alla preghiera, dall’alimentazione al trasporto, dal lavoro al divertimento. E’ una brutta ossessione; tanto e’ inutile tentare di spuntare il miglior prezzo o la miglior opzione. L’unico momento di pace e’ tra le fortissime onde, che cerco di cavalcare goffamente con la mia tavola da bodyboarding made in China.
Torno anche a sentire parlare italiano. Incontro per caso tanta gente che e’ venuta qui per ripartire da 0, per una vacanza o per imparare l’inglese. Due coppie di vecchi casertani emigrati oltre 40 anni fa mi avvisano sulla pericolosita’ degli squali e coccodrilli raccontandomi in napoletano e inglese storie televisive. Qualcosa di vero ci sara’ perche’ i leggendari bagnini australiani consigliano di bagnarsi solo all’interno delle reti di protezione e di usare una muta di lycra per evitare i tentacoli delle mortali meduse.
Ora siamo nelle Blue Mountains e in paio di giorni inizieremo a macinare i circa 3000km verso Cairns. Voglio andare a Fraser Island e navigare per le Whitsunday’s dove trovero’ finalmente Diego in arrivo dal vecchio Friuli!

che sorpresa lasciarti su una nel mare filippino e ritrovarti in pieno occidente australiano…si sente il salto si sente anche da qua!
baci
sami
February 24, 2007
Ti invidio un abbraccio.
Gionni
March 3, 2007
Ciao Gionni, grazie e a presto!
March 4, 2007