Thiruvananthapuram

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Il Kerala e’ una sottile striscia di terra della costa sud occidentale dell’India, molto diversa dal resto del subcontinente. Il governo autonomo e’ comunista-marxista ma a parte qualche falce&martello e la proibizione della cocacola (ma non della sprite o fante che sono della cocacola…) non si vedono paesaggi urbani desolanti o monumenti megalitici. Siamo pur sempre in India. :)

Qui la gente sta mediamente meglio che nel resto del paese soprattutto perche’ tanti ex dalit (gli intoccabili) si sono convertiti al buddismo o al cristianesimo -potendo- quindi elevare il proprio status sociale. Un dalit nel famigerato sistema di caste induista e’ un poveraccio trattato come una bestia da soma, una specie di schiavo, nato povero e che morira’ povero, figli e nipoti inclusi. Un grande haparteid insomma, peggio che in qualsiasi parte del mondo: piu’ di 300.000.000 di persone in India sono dalit, strapoveri, senza studi e futuro.

Tornando al nostro viaggio… siamo arrivati a Thiruvananthapuram, capitale del Kerala e quasi alla punta meridionale dell’Elefante. Ieri 84 km di backwaters, un pochetto noiosi alla fine, in compagnia di una simpatica coppia di 50 enni francesi e di un paio di famiglie bramine indiane: classica famiglia upper class che fa turismo in India e manda i figli a fare l’MBA in Europa o in America, come nei film insomma. Tutti super privilegiati di nascita i new-bramini (5% del totale della popolazione). Sono ovviamente i primi a voler mantenere in piedi l’assurdo e sistema delle caste.

Con l’hotel di Kollam ho stabilito un nuovo primato negativo di lerciume e tristezza: i muri erano pieni di graffiti fatti con il sangue di zanzare schiacciate chissa’ quando. Ho contribuito anch’io con 2 bei graffittoni violacei e alle 21.30 eravamo gia’ sdraiati nei letti intonsi da anni (mai fatti o disfatti per questioni di igiene) a leggere. A parte nelle grandissime metropoli, non esiste vita notturna in India e dopo le 21-22 tutto si spegne e chiude. Anche il ristorante era piuttosto pittoresco, purtroppo non ho visto ratti, forse perche’ fuori pioveva a dirotto e avevano lavoro da sbrigare nelle fogne a cielo aperto (i marciapiedi insomma).

Fra 1h treno per Madurai, nel Tamil Nadu. Ancora 5 giorni e poi saremo in Thailandia, credo al momento giusto. 1 mese in India e’ pochissimo per conoscere il paese ma e’ piu’ che sufficiente come prima volta.

 

 

 

 

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Video: Que’ pasa neeeeng

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Video:Children at school in Kochi

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Tiger Prawns, Kathakali e Backwaters

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A Kochi ho trovato specialmente gente cordiale e piu’ rilassata che nel nord, tanti sorrisi, la giungla e pesce appena pescato. I turisti sono ancora pochi: oggi tanti ragazzini ci fermano per scattare insieme fotografie.

Il viaggio da Mangalore a Kochi e’ stato abbastanza duro; 11h di sobbalzi sdraiati nella cuccetta dello sleeper bus. Kochi e’ divisa nettamente in 7 aree collegate tra loro via scassatissimi ferry. Si respira ovunque un’aria coloniale tra vecchi edifici portoghesi e olandesi, la sinagoga, chiese cattoliche, suore, pescatori, catorci natanti, donne dagli abiti coloratissimi, vegetazione esuberante, migliaia di bambini e odore pungente di mare.

Entriamo nell’ultima settimana in India, domani scendiamo ancora per navigare la rete di canali caratteristica del Kerala, poi trekking nella jungla del Periyar Wildlife Sanctuary e rientro forzatissimo verso Bangalore. Ma generalmente in India i programmi non si rispettano mai, vediamo cosa succedera’, le cose variano secondo i mille imprevisti di Kali.

Prevediamo di spendere per tutto il mese trascorso in India circa 600 euro compreso il noleggio della TATA Indica (auto) e autista in Rajasthan. Per la incredibile cifra di 20 euro al giorno, vitto, alloggio, trasferimenti ed extra inclusi (libri, abiti, birre, musei, ecc.) si puo’ girare e visitare il paese piu’ complicato e difficile del mondoPer capirlo, i soldi non servono a nulla, anzi, piu’ si eleva il budget quotidiano e piu’ ci si allontana dalla realta’ indiana. Io tanto l’India non la capiro’ mai. Chiaro questo, si puo’ succhiare solo il meglio che questo paese offre a chiunque si azzardi a conoscerlo un poco. Insomma con 20 euro si riceve molto di piu’ in cambio… Economicamente parlando, (e sottolineo economicamente) esiste maniera piu’ efficiente di investire il denaro?

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Kerala

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Fort Cochin

Despues del feliz reencuentro hemos pasado por Mangalore casi rozandolo, sin llegar a pronunciar su nombre mas que una par de veces. Nada que ver o hacer, solo aprovechamos para realizar un par de compras sencillas: unos boligrafos, unas pilas para mi camara que luego resultarian un fiasco, unos libros fotocopiados… Por la noche tomamos un bus nocturno hacia Kochi, en la region de Kerala, hacia el sur, acercandonos ya a la punta meridional del subcontinente. En las camas que cuelgan del techo del autobus hemos dado mil vueltas con el traqueteo del vehiculo al acelerar, al frenar, al pasar por charcos y socavones del pavimento. Ya por la manyana de ayer y despues de pelear con los conductores de rickshaws y sus abusivos precios de siempre, hemos conseguido un hostal bastante decente y apacible en la parte mas pintoresca, en medio de una isla donde se puede almorzar o cenar pescado fresco directamente de los pescadores locales: kingfish, gambas tigre, calamar, tiburon… Cada vez que bajamos mas al sur la gente es mas amable y la convivencia es mas relajada y sencilla. Un atardecer les basta para acercarse hasta el ancho rio que separa Fort Cochin de la peninsula, comprar un cucurucho de frutos secos tostados y sentarse sobre las barcas pesqueras acparcadas en la orilla para ver pasar los miles de helechos y plantas acuaticas que flotan rio abajo. Oro, verde y plata. Los ninyos se remojan los pies, chillan y rien. Ellas, de vestiditos barrocos de colores chillones, collares y pulseras brillantes. Ellos, vestidos con atuendos de persona mayor pero en miniatura. El tintineo de los cascabeles a modo de reclamo de los vendedores de samosas, globos de colores o chucherias completan uno de aquellos momentos hipnoticos o casi misticos que, de vez en cuando, nos regala el viaje.

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Es frustrantemente perfecto, aburrido, el suenyo de toda mujer casada por dinero, la pesadilla del rebelde, como los narcoticos y las sesiones de terapia y los horarios estrictos de television o patio para los pacientes de un sanatorio mental. Soy McMurphy y camino por el paseo que lleva de Bondi beach a Tamarama beach, me cruzo con la enfermera Ratched, alli Martini tumbado en la arena, jugando al Monopoly con Harding y Sefelt…

Hector @ Sidney, Australia.

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