May
11
Video: Kids back home - Naviti, Fiji
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Questi cinni tornavano a casa da scuola, poco prima del tramonto. Siamo alle isole Yasawa, lontano da tutto.
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Questi cinni tornavano a casa da scuola, poco prima del tramonto. Siamo alle isole Yasawa, lontano da tutto.
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In motoscafo con Diego da Naviti a Manta Ray Island. Penultima tappa del nostro viaggio a Fiji.
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No Comments » | Written by Hector
Puestas de Sol… Deberiamos apuntarnos a algun concurso de fotos o videos de puestas de Sol, hemos visto tantas y tan bellas.
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Insulares en el pacifico, desconectados, todo queda al otro lado del mar. Las mareas suben y bajan y van besando nuestra aldea, como dijo el cantautor de mi tierra. Suben y traen hasta la arena a los desamparados, a los infortunados. Pequenyos habitantes de las profundidades con cascaras de patrones espirales, conchas y caparazones, algas verdes y rojas, piedras. La Luna dirige la orquestra desde el principio de los tiempos, una sinfonia gravitacional. Las estrellas en esta noche son los pequenyos duendes que recitan en mi cabeza poesia ancestral, voces primitivas ebrias de kava, la bebida espiritual y social de Fiji, canticos alegres y llenos de sencillez. Mis pies caminan sobre el coral muerto que abre heridas en mis plantas, y de las heridas salen mis emociones y quedan enterradas en la playa, esperando a que el oceano se los vuelva a tragar, iniciando asi un viaje transoceanico a sus diferentes destinos, con ligero equipaje, como dijo un poeta vecino.

Durante estos dias hemos estado recorriendo la Yasawas, un grupo de islas al noroeste de Viti Levu. Al principo llovio por cuatro jornadas enteras, aislandonos en la isla, lo que se dice rizar el rizo. Poca cosa por hacer, aparte de hablar con los otros turistas o con la gente local. Y por la noche, beber, tocar la guitarra. Nada especialmente nuevo, lluvia sobre mojado en el mar y sobre nuestras cabezas. Conocimos a una japonesa de Tokyo, alli un americano de Seattle, alli una francesa de alguna parte de la campanya, un italiano de Como, y muchos, muchos ingleses, porque Fiji forma parte de la commonwealth y hasta tienen a la reina de Inglaterra impresa en los billetes, como Australia o New Zealand.

Pero salio el Sol, y dio un giro de ciento ochenta grados a todo. La gente salio de sus escondrijos, a embriagarse de rayos solares, a banyarse en el agua, a recoger cangrejos para
hacer carreras de cangrejos, a andar de lado como los cangrejos, a embriagarse del dolce fare niente, para luevo volver a sus escondrijos justo cuando los rayos solares dejaban de impactar sobre la isla. Conocimos a mas gente, y nos volvimos a encontrar con algunos ya conocidos.
Y seguimos viajando, moviendonos con un ferry, el unico que recorre las Yasawas. La sal se iba acumulando en nuestra piel, y nuestra piel iba acumulando bronceado. Snorkeling, kayaking, levantarse temprano para no perderse el desayuno. Conocimos a una pareja de musicos australianos en sus cuarenta, y a una pareja de catalanes de Lleida, infermeros de profesion y apasionados del submarinismo, y con ellos pude volver a sentirme un poco mas cerca de casa.
Manyana dejamos Fiji y volamos hasta Cook islands, donde nuestro reloj se atrasara 23 horas, y asi jugaremos a ser dioses que controlan el tiempo.
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Alle isole Fiji l’orologio non serve.
I pasti, principale evento della giornata, sono preceduti dal suono di un tamburo di legno.
Siamo nelle Yasawa, una catena di isolette vulcaniche, vergini e selvagge, a nord ovest di Suva Levi, l’isola piu’ grande del paese.
Viene naturale paragonare questo mare, le persone, il cibo e tutto il resto alle altre fantastiche isole visitate in questo lungo viaggio. L’inizio e’ stato un po’ deludente: pioggia continua, cibo pessimo, accomodation sporca, festival di mosche e zanzare, spiagge niente di speciale, trasporti via mare carissimi. Un’altra delusione dopo l’Australia? Capiamo subito che le Fiji non sono nemmeno lontane parenti del Sud Est Asia e con quattro soldi qui si fa poco: siamo su isole lontanissime, primitive, selvagge, senza strade o polizia. Alla fine credo che sia giusto che fare il turista qui costi caro. Purtroppo non ci sono vie di mezzo tra il resort da viaggio di nozze da 500-1000 euro a notte o la baracca super basic da 30 (che vale 3 in Thailandia). Non abbiamo scelta insomma.

Mana, Beachcomber, Nacula, Naviti, Manta Ray Island… le cose migliorano con il passare del tempo. Le Fiji, i mitici mari del Sud, quelli raccontati da Stevenson o visti solo in qualche vecchio film. Chi si ricorda “Gli ammutinati del Bounty” o “Laguna Blu“? Ecco, ci ritroviamo esattamente li’ ma con Brooke Shields sostituita da un mucchio ventenni inglesi sovrappeso. Anche qui, siamo quasi sempre i piu’ vecchi. Vecchi lupi di mare latini alle soglie dei 30 anni. Non e’ una brutta immagine. Here we are, difficile da credere, rendersene conto e godere al massimo l’esperienza con la coscienza spalancata come le porte di una chiesa alla domenica mattina.

Entriamo nel Fiji Time, il tempo migliora decisamente e conosciamo gente locale simpaticissima e sorridente. Ai Fijiani piace un sacco bere e fumare ganja, ogni momento e’ buono per rilassarsi e il lavoro puo’ aspettare. Perche’ poi lavorare se su queste isole non c’e’ assolutamente niente da fare o denaro da spendere? Qui non ci si danna l’anima per avere sempre di piu’: un tetto, un piatto, un po’ di kava e il mare bastano e avanzano per vivere felici. Il resto del mondo e’ cosi’ lontano che non conta nulla.
Abbiamo parlato con ragazzi che apparentemente non hanno mai visto un’automobile, camminato scalzi nella jungla, visitato un villaggio tradizionale introdotti e scortati da gente del posto, fatto scuba diving con gli squali, mangiato il leggendario frutto dell’albero del pane in una capanna fijiana, bevuto kava nella foresta con 3 fijiani intontiti dalla proprieta’ anestetizzante della bevanda.

Le Fiji mi hanno regalato anche una brutta e dolorosa infezione cutanea. Fortunatamente, la sera prima di lasciare le Yasawa per Viti Levu e l’ospedale di Nadi, una coppia di simpatici e giromondisti austriaci conosceva il mio problema e aveva l’antibiotico adatto. Dopo 12h stavo gia’ meglio ed ora l’infezione e’ quasi scomparsa.
Le Fiji sono un posto che non conosce l’abuso edilizio, il turismo di massa o l’inquinamento. Sono il posto perfetto per rilassarsi, far nulla e non sentirsi in colpa.
Prossima stazione: Rarotonga, Cook Islands. Partenza il 28 aprile, arrivo il 27. Cosi’ dicono i biglietti, cosi’ gira il mondo.. recupereremo di botto tutto il tempo (con gli interessi) che il fuso orario ci ha mangiato piano piano da settembre. Da li’ cercheremo di prendere un aeroplano per Aitutaki, un postaccio che ho in mente da qualche anno…
Manta Ray Island.

Love, a moral value?
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Es frustrantemente perfecto, aburrido, el suenyo de toda mujer casada por dinero, la pesadilla del rebelde, como los narcoticos y las sesiones de terapia y los horarios estrictos de television o patio para los pacientes de un sanatorio mental. Soy McMurphy y camino por el paseo que lleva de Bondi beach a Tamarama beach, me cruzo con la enfermera Ratched, alli Martini tumbado en la arena, jugando al Monopoly con Harding y Sefelt…Hector @ Sidney, Australia.