- 75 miles Beach, Fraser Island, (Aus). Impossibile fare il bagno o fare vita da spiaggia. Squali e correnti fortissime. Questa spiaggia é lunga oltre 100 chilometri e si visita con la jeep.
- Aitutaki Lagoon (Cook Islands). Forse la spiaggia non é niente di speciale ma la laguna é qualcosa di unico al mondo.
- Venice Beach (L.A.). Bella banda di freaks fuori di testa…
- Anjuna Beach, Goa (India). Una delle poche spiagge indiane decenti. Il mito di Goa é in fase calante ma sempre vivo.
- Whitehaven Beach (Aus). Dicono sia la spiaggia piú bella del mondo. Ce la siamo “gustati” sotto una gran pioggia, cielo grigio, in tutina antimeduse mortali.
- Maya Bay, Koh Phi Phi Leh (Thailandia). Presa d’assato da turistacci mordi e fuggi (noi compresi), semidistrutta da fuoribordo e tsunami. Nonostante tutto, rimane un paradiso.
Mi piacciono le classifiche: discutibili, personali, sempre incomplete.
Ci provo con i migliori caffé del RTW, in ordine sparso - ma non troppo - :
- Wanaka (NZ): Caffetteria Lavazza moderna e accogliente. Aveva anche un bagno pefetto per le pulizie personali. Un gran sollievo dopo la notte passata in furgoncino.
- Seattle (Usa): un susseguirsi infinito di caffetterie moderne e tradizionali. Gran qualitá di caffé e gran ambiente bohemio.
- Portland (Usa): come Seattle.
- San Francisco (Usa): mitico Caffé Trieste, a North Beach, quartiere “italiano” ormai solo di nome.
- Hanoi (Vietnam): gran caffé filtrato direttamente nella tazza, denso e rotondo, dal retrogusto al cioccolato. Il Vietnam é il secondo esportatore di caffé al mondo.
- Bangkok (Thailand): Caffé Illy vicino a Khao San Road. Nella capitale mondiale dei backpackers una caffé, ovviamente caro, che mi riporta a casa per un attimo. Per il prezzo di un caffé Illy si puó cenare benissimo sulla strada a pochi metri di distanza.
- Melbourne (Aus): Caffé piú che decenti importati forse da Italians di 2 generazioni fa. Buon ambiente e ottima musica.
- San Pedro (Guatemala): Milanesi alternativi che sanno fare il loro mestiere. Il caffé del Guatemala é tra i migliori al mondo anche se viene totalmente esportato in Usa o Europa. Quello che rimane é di seconda scelta ma il rapporto prezzo/qualitá rimane tra i piú alti provati.
- Zacatecas (Mexico): Baretto classic-chic, casa degli intellettuali di questa graziosa cittadina messicana. Caffé Illy con tutti i crismi, caro, carissimo. Non cosa da tutti i giorni.
- Sydney (Aus). Caffé caro ma fatto bene.
La classifica dei peggiori caffé del mondo é ben piú interessante e divertente. Prossimamente, forse.
Risiedo da 1 settimana a Xela (2300m slm), ormai evidentemente affezionato ai succhi di frutta annacquati, allo smog pazzesco mescolato a scie di profumo dolciastro, ai 10 gradi notturni, alle pagine di cronaca nera cittadina, al sole mattutino e alla pioggia serale, ai camerieri che sembrano strepitosi attori comici … Diego é partito per gli inferi verso Panama, io resteró a Xela fino a domenica, pronto per l’ennesima odissea da rientro: Chiapas, Quintana Roo, California, London, Catalunya.
300 giorni che se lo penso non ci credo… all’inizio sembrava una gran follia mentre ora vedo questo viaggio come qualcosa di normale e necessario, come andare a scuola. Ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato tra 4 continenti sarebbe impossibile. Ricordo perfettamente ogni giornata, niente mi é sfuggito e potrei annoiarvi per mesi e mesi con storie da dopo pranzo o dopo cena.
É tempo di voltare pagina. Non sembra facile dopo un anno vissuto cosí, credetemi. Se volessi potrei continuare a viaggiare, attaccare il Sudamerica, tagliare da nord a sud l’Africa, ritornare a vivere la magia asiatica. I soldi non sono un ostacolo se si vuole viaggiare, i soldi si trovano e si spendono lungo la strada. Il viaggio mi é costato attorno i 12.000 euri: pochi, se considero tutto quello che ho fatto e visto. Pochissimi, se considero anche i benefici che ne trarró in futuro.
Viaggiare a lungo ci toglie dai piedi tutte quelle storie inutili che schiavizzano la nostra vita da residenti, ci spoglia del superfluo e ci veste di essenziale. Non voglio cadere ancora nella stessa trappola una volta a casa.
Chiuderó il viaggio dove inizió 5 anni fa, poi un nuovo capitolo, anzi, un nuovo libro, un’altra avventura, qualcosa che ogni mattina si sveglia con me da tempo e che é giunto il momento di realizzare assieme a Diego e a chi ci crede. La mia macchina fotografica era troppo stanca per immortalare l’ultima cena insieme; il prossimo meeting sará a Parma, in settembre.
Cari lettori, grazie e a presto! Queridos lectores, gracias y hasta pronto!
Il Guatemala mi sorprende con la sua meravigliosa gente, i suoi vulcani, la sua estrema povertà, la sua dignità, il suo terzomondismo e pressapochismo disperante, i suoi bambini che lavorano, i suoi politici usciti da un bar di periferia.
Siamo a San Pedro, paesino con 9 chiese (7 evangeliche, 2 cattoliche) e nessun ospedale, sul lago Atitlan, secondo Huxley il lago più bello del mondo, circondato da vulcani e tradizionali villaggi maya. Anche qui troviamo Italians fuoriusciti dal sistema da qualche tempo. Cosa spinge un milanese a lasciare tutto e a trasferirsi in un paese del terzo mondo devastato da 30 anni di guerra civile? E non sto parlando di volontari di NGO. A dire il vero qui ci sono tante altre piccole comunità di fuoriusciti europei e israeliani. Abbiamo conversato con un triestino che fa l’elettricista per 120 quetzales al giorno (circa 12 euro), un romano giramondo con la sua tavola calda da 6 anni, un toscano che gestisce una pensione e vivacchia con l’assegno mensile per un infortunio alla mano accaduto durante i duri anni in fabbrica. Tante storie diverse di gente che con coraggio ha detto basta e ha voluto cambiare vita. Persone che mi hanno dato un’ulteriore spinta per fare quello che voglio fare al mio imminente ritorno.
Il Guatemala é un paese con tanti ma tanti problemi seri: sicurezza, sanitá, educazione. Ogni giorno torna un aereo carico di clandestini espulsi dagli Stati Uniti o dall’Europa. Morti violente e continue sono la quotidianitá. I bus locali cadono nei burroni con regolaritá impressionante, troppo carichi, troppo veloci, troppo vecchi. Le elezioni politiche sono fra 2 mesi e tutti ma veramente tutti i paesini sono imbrattati e infettati da slogan populisti e cartelloni dai colori vivaci. Mi porto dietro da qualche giorno una debolezza fisica che conosco bene (Laos, 7 mesi fa). Quando si va al ristorante é sempre una sorpresa ricevere le pietanze sempre diverse da quelle ordinate. Come in tanti disastrati paesi del terzo mondo, quello che manca é la professionalitá in tutti i settori.
Il Guatemala entra sicuramente tra gli higlightsdel viaggio. Vi invito a visitare questo paese che tocca lo spirito ed e´uno spettacolo da fotografare.
Penso di trascorrere a Xela gli ultimi giorni che restano prima della folle corsa verso Cancun per salire sull’aereo che mi porterà a Los Angeles per la terza volta in 3 mesi.
Es frustrantemente perfecto, aburrido, el suenyo de toda mujer casada por dinero, la pesadilla del rebelde, como los narcoticos y las sesiones de terapia y los horarios estrictos de television o patio para los pacientes de un sanatorio mental. Soy McMurphy y camino por el paseo que lleva de Bondi beach a Tamarama beach, me cruzo con la enfermera Ratched, alli Martini tumbado en la arena, jugando al Monopoly con Harding y Sefelt…