Jun
12
Mejico Lindo!
1 Comment » | Written by Francesco

A San Diego lasciamo la Pt Cruiser che, nonostante la sua straordinaria inefficienza, porta a termine la sua missione senza incidenti. Adron, un ragazzone di San Jose´, conosciuto per puro caso (ma saranno effettivamente tutti “casuali” questi incontri?) a Yosemite, ci offre un posticino tra divano e moquette nel suo piccolo appartamento a Mission Beach, la spiaggia piu´famosa della citta´. Posticino che vale oro considerando cio´che avremmo dovuto cacciare (100 usd al giorno) in un anonimo motel di questa dimenticabile San Diego.
Il nostro volo da Tijuana parte fra 3 giorni cosi´che “abusiamo” dell´ospitalita´di Adron cucinando a cambio un paio di deliziose cene all´italiana.
Il viaggio nel viaggio l´on the road lungo la West Coast e´stato semplicemente stupendo, un altro regalo di emozioni che Qualcuno mi ha mandato.
Il 7 di giugno attraversiamo a piedi la mitica frontiera con il Messico. Nessuno ci controlla il passaporto o i bagagli, nessuno ci chiede niente. Uscire dagli Stati Uniti d´America ed entrare negli Stati Uniti Messicani e´ la cosa piu´facile del mondo. Inizia un nuovo capitolo del viaggio dove la gente torna protagonista, cordiale, simpatica, allegra. Torno a mangiare non pensando troppo al budget (ormai alle ossa), la birra torna a costare come o meno dell´acqua, torno a parlare castigliano, le donne tornano a guardarmi negli occhi e a sorridere. Torna la polvere e la polizia corrotta, tornano i cani vagabondi e affettuosi, torna la gente umile e la cucina esclusivamente locale. Mi sento subito comodo e rilassato.
Da Tijuana voliamo fino ad Aguascalientes e tra bus e taxi raggiungiamo Zacatecas, graziosa citta´coloniale spagnola patrimonio Unesco. Siamo a 2500m sull´immenso altopiano del Messico centrale. “Visitiamo” anche la curiosa e speciale discoteca “La Mina”, costruita proprio dentro ad una delle miniere d´argento piu´grandi e famose della triste epoca coloniale. Il teatrale ruolo del “buttafuori” qui e´svolto dal conduttore del trenino che porta nel cuore della grande miniera.
Da Zacatecas alle 4 baracche de Las Margaritas, nel pieno deserto di San Luis de Potosi´il passo sembra breve… cosi´che ci avventuriamo -dopo tante ore di bus- nella magica e mistica terra del Peyote, dopo Real de Catorce. Viviamo per 3 giorni in condizioni direi “estreme”, senza lavarci, senza un bagno, mangiando solo tortillas e fagioli in scatola, ospiti di una poverissima ed ignorantissima famiglia che vive qui da sempre.
Respiriamo la durissima vita del deserto e vediamo il cielo stellato piu´stellato di sempre. Le altre cose ve le raccontero´ in un altro momento!
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