Cada dia ha diluviado desde que dejamos Kochi. Un bus destartalado nos llevo hasta Allepey, donde al dia siguiente tomariamos el ferry que durante 8 horas navega por los backwaters de Kerala, hasta Kollam. Leer, tomar fotografias, hablar con los otros pasajeros. Conocimos a un matrimonio de mediana edad, franceses, viajeros experimentados, esta era su decima vez en India. Patrick, pintor y bohemio, les hacia pequenyos trucos de magia a unos crios. Cecile, su mujer, tomaba fotos con una camara profesional. Un par de horas antes de llegar a destino, la lluvia comenzo a caer con fuerza sobre el barco, salpicando el paisaje y purificandolo todo.
Decidimos alojarnos todos en el mismo cuchitril. Nosotros, los franceses, y una chica alemana que viajaba sola. Cucarachas en el banyo, festival aereo de moscas y mosquitos, y grafittis de chupasangres aplastados en las paredes. El atronador sonido de un templo hinduista pegado al hostal taladraba nuestras cabezas.
Despertamos tempranito con los canticos a Shiva, Krishna y Ganesh como si el tio estuviera en nuestra habitacion. Cogimos un tren hasta Trivandrum y despues otro hasta Madurai, en la region de Tamil Nadu. Llevamos un ritmo fuerte ultimamente, no mas de un dia en cada sitio. Siempre con la lluvia sobre nuestras cabezas, haciendo estragos en las calles, porque aqui el concepto cloacas no existe, por lo que rios de basura como torrentes atraviesan la ciudad, mientras la gente, inmutable al acontecimiento con el cual conviven desde siempre (los monzones), sigue con sus tareas cuotidianas, vende platanos, conduce su hero honda a toda pastilla, reza en los templos, bebe chai o duerme en algun portal.
Il Kerala e’ una sottile striscia di terra della costa sud occidentale dell’India, molto diversa dal resto del subcontinente. Il governo autonomo e’ comunista-marxista ma a parte qualche falce&martello e la proibizione della cocacola (ma non della sprite o fante che sono della cocacola…) non si vedono paesaggi urbani desolanti o monumenti megalitici. Siamo pur sempre in India. :)
Qui la gente sta mediamente meglio che nel resto del paese soprattutto perche’ tanti ex dalit (gli intoccabili) si sono convertiti al buddismo o al cristianesimo -potendo- quindi elevare il proprio status sociale. Un dalit nel famigerato sistema di caste induista e’ un poveraccio trattato come una bestia da soma, una specie di schiavo, nato povero e che morira’ povero, figli e nipoti inclusi. Un grande haparteid insomma, peggio che in qualsiasi parte del mondo: piu’ di 300.000.000 di persone in India sono dalit, strapoveri, senza studi e futuro.
Tornando al nostro viaggio… siamo arrivati a Thiruvananthapuram, capitale del Kerala e quasi alla punta meridionale dell’Elefante. Ieri 84 km di backwaters, un pochetto noiosi alla fine, in compagnia di una simpatica coppia di 50 enni francesi e di un paio di famiglie bramine indiane: classica famiglia upper class che fa turismo in India e manda i figli a fare l’MBA in Europa o in America, come nei film insomma. Tutti super privilegiati di nascita i new-bramini (5% del totale della popolazione). Sono ovviamente i primi a voler mantenere in piedi l’assurdo e sistema delle caste.
Con l’hotel di Kollam ho stabilito un nuovo primato negativo di lerciume e tristezza: i muri erano pieni di graffiti fatti con il sangue di zanzare schiacciate chissa’ quando. Ho contribuito anch’io con 2 bei graffittoni violacei e alle 21.30 eravamo gia’ sdraiati nei letti intonsi da anni (mai fatti o disfatti per questioni di igiene) a leggere. A parte nelle grandissime metropoli, non esiste vita notturna in India e dopo le 21-22 tutto si spegne e chiude. Anche il ristorante era piuttosto pittoresco, purtroppo non ho visto ratti, forse perche’ fuori pioveva a dirotto e avevano lavoro da sbrigare nelle fogne a cielo aperto (i marciapiedi insomma).
Fra 1h treno per Madurai, nel Tamil Nadu. Ancora 5 giorni e poi saremo in Thailandia, credo al momento giusto. 1 mese in India e’ pochissimo per conoscere il paese ma e’ piu’ che sufficiente come prima volta.
A Kochi ho trovato specialmente gente cordiale e piu’ rilassata che nel nord, tanti sorrisi, la giungla e pesce appena pescato. I turisti sono ancora pochi: oggi tanti ragazzini ci fermano per scattare insieme fotografie.
Il viaggio da Mangalore a Kochi e’ stato abbastanza duro; 11h di sobbalzi sdraiati nella cuccetta dello sleeper bus. Kochi e’ divisa nettamente in 7 aree collegate tra loro via scassatissimi ferry. Si respira ovunque un’aria coloniale tra vecchi edifici portoghesi e olandesi, la sinagoga, chiese cattoliche, suore, pescatori, catorci natanti, donne dagli abiti coloratissimi, vegetazione esuberante, migliaia di bambini e odore pungente di mare.
Entriamo nell’ultima settimana in India, domani scendiamo ancora per navigare la rete di canali caratteristica del Kerala, poi trekking nella jungla del Periyar Wildlife Sanctuary e rientro forzatissimo verso Bangalore. Ma generalmente in India i programmi non si rispettano mai, vediamo cosa succedera’, le cose variano secondo i mille imprevisti di Kali.
Prevediamo di spendere per tutto il mese trascorso in India circa 600 euro compreso il noleggio della TATA Indica (auto) e autista in Rajasthan. Per la incredibile cifra di 20 euro al giorno, vitto, alloggio, trasferimenti ed extra inclusi (libri, abiti, birre, musei, ecc.) si puo’ girare e visitare il paese piu’ complicato e difficile del mondoPer capirlo, i soldi non servono a nulla, anzi, piu’ si eleva il budget quotidiano e piu’ ci si allontana dalla realta’ indiana. Io tanto l’India non la capiro’ mai. Chiaro questo, si puo’ succhiare solo il meglio che questo paese offre a chiunque si azzardi a conoscerlo un poco. Insomma con 20 euro si riceve molto di piu’ in cambio… Economicamente parlando, (e sottolineo economicamente) esiste maniera piu’ efficiente di investire il denaro?
Es frustrantemente perfecto, aburrido, el suenyo de toda mujer casada por dinero, la pesadilla del rebelde, como los narcoticos y las sesiones de terapia y los horarios estrictos de television o patio para los pacientes de un sanatorio mental. Soy McMurphy y camino por el paseo que lleva de Bondi beach a Tamarama beach, me cruzo con la enfermera Ratched, alli Martini tumbado en la arena, jugando al Monopoly con Harding y Sefelt…